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edizione 2015 25, 26, 27 Marzo Università Bocconi - Milano
 
28 luglio 2015

Diversità di genere e investimenti: le donne puntano sul lungo termine. Meno prudenti gli uomini

Negli Stati Uniti le donne rappresentano circa la metà della forza lavoro e dei laureati in economia. Eppure la percentuale di donne nel settore degli investimenti è lontana dall’essere...

Non è difficile dimostrare lo squilibrio esistente tra il numero di uomini e di donne che lavorano nell'industria della gestione del risparmio. Se ne parla nella recente ricerca di State Street intitolata ‘Addressing Gender Floklore: diversity in investing, or investing in diversity?'. Negli Stati Uniti, ad esempio, le donne rappresentano circa la metà della forza lavoro e dei laureati in economia. Eppure la percentuale di donne nel settore degli investimenti è lontana dall'essere proporzionata: è donna solamente il 20% dei gestori e il 34% tra coloro che sono intermediari e consulenti. La rappresentanza femminile sale, invece, al 46% tra i cosiddetti Regulators. Infine, negli Usa è una donna solo 13% dei dirigenti e il 4% degli amministratori delegati.

Nidhi Shandilya, Vice President and Senior Research Strategist del Center for Applied Research di State Street, uno degli autori della ricerca, analizza l'importanza della diversità di genere nel settore degli investimenti: "Quando abbiamo realizzato lo studio per il nostro recente rapporto ‘The Folklore of Finance: How Beliefs and Behaviors Sabotage Success in the Investment Management Industry', abbiamo esaminato i comportamenti che influenzano le decisioni di investimento. Con questa nuova ricerca, ci siamo tuffati un po' più in profondità per capire come il processo decisionale differisce tra uomini e donne. La ricerca ci dice che ci sono differenze fondamentali tra la mente maschile e quella femminile che influenzano ogni giorno il processo decisionale. È naturale che ciò valga anche nell'investire".

Ma quali sono le differenze? "In superficie i dati dicono che gli uomini tendono ad essere più alla ricerca del rischio, mentre le donne sono un po' più conservatrici e si concentrano su obiettivi di lungo termine – commenta Shandilya – C'è anche una differenza nel modo in cui entrambi i sessi definiscono l'abilità. Le donne la vedono come la capacità di comprendere il mercato. Per gli uomini, l'abilità è dimostrata dai rendimenti più elevati".

Shandilya spiega anche in che modo questo influisce sullo stile di investimento: "La nostra ricerca ci dice che attualmente le donne si concentrano di più sulla comprensione, articolando e incorporando gli obiettivi del cliente, mentre gli uomini si concentrano più sui parametri e sui risultati. Entrambi i punti di vista aggiungono valore al processo di investimento e possono anche cambiare con il tempo così come gli stimoli biologici e comportamentali influiscono sulle azioni".

La diversità di genere, quindi, è un aspetto importante da considerare anche nell'industria della gestione del risparmio. La ricerca condotta da State Street mette appunto in evidenza come questa possa ricoprire un ruolo importante nel processo di investimento e nella costruzione dell'asset allocation. "Un reale cambiamento richiederà un cambiamento culturale" sottolinea Nidhi Shandilya, secondo cui "dobbiamo cominciare a mettere in discussione le nostre supposizioni nascoste e le nostre convinzioni". Tuttavia la questione deve essere affrontata nello stesso modo in cui verrebbe affrontato qualsiasi altro problema e "ciò significa rendere prioritario il cambiamento nello squilibrio di genere. Un impegno ad agire è davvero uno dei passi più importanti che possiamo compiere", conclude Shandilya.

Per approfondire, scarica la ricerca.