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edizione 2015 25, 26, 27 Marzo Università Bocconi - Milano
 
28 luglio 2015

ELTIF, un’occasione storica. Anche per gli investitori

Gli ELTIF consentiranno di canalizzare su nuovi prodotti una domanda di investimento in prestiti e loans che oggi non è possibile inserire negli Ucits tradizionali. Per i risparmiatori si possono...

Dietro l'acronimo ELTIF (fondi di investimento europei a lungo termine) si nasconde una svolta epocale per l'industria del risparmio gestito e una nuova opportunità di investimento per i risparmiatori. La pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea del Regolamento relativo agli ELTIF apre la via a quella che, già nel 2014, in occasione della quinta edizione del Salone del Risparmio, il neo-eletto presidente di Assogestioni, Giordano Lombardo, definì "un'occasione storica per l'industria": "il risparmio gestito può svolgere un ruolo importantissimo per l'economia e per il paese. Un ruolo che prevede un'attività di finanziamento alle imprese e che viene riconosciuto dai regolatori europei che stanno discutendo e lavorando per l'introduzione degli ELTIF - European Long Term investment Funds", affermò Lombardo nella plenaria di apertura, anticipando uno dei punti di quello che è stato poi considerato il "manifesto del Nuovo Risparmio" emerso, invece, in occasione dell'edizione 2015 del Salone.

Un'edizione che ha visto la partecipazione, tra gli altri, del Ministro dell'Economia e delle Finanze italiano, Pier Carlo Padoan, che ha indicato la via degli ELTIF come una via di mutamento profondo, per il paese ma anche e soprattutto per la gestione dei risparmi degli italiani. "L'uscita dalla crisi ha avviato un mutamento profondo anche nella gestione dei risparmi delle famiglie" ha sottolineato in quell'occasione Padoan. "È in atto un processo di riallocazione delle risorse e per promuovere lo sviluppo del mercato finanziario dobbiamo agire su due fronti, l'alfabetizzazione finanziaria dei risparmiatori e la capacità di offrire strumenti sempre più diversificati. Il risparmio gioca un ruolo principale per individuare canali alternativi al finanziamento alle imprese - ha continuato il Ministro dell'Economia - lo dimostrano le evoluzioni della normativa europea relativa agli ELTIF, che sotto la presidenza italiana, ha avuto un'importante accelerazione".

Accelerazione che ha portato, appunto, alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell'UE, dello scorso 19 maggio, del Regolamento (UE) 2015/760 del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2015 relativo proprio agli ELTIF definiti, nell'ambito di una conferenza organizzata sempre da Assogestioni al Salone del Risparmio dello scorso 26 marzo, "un'opportunità per l'industria" ma anche per gli investitori che possono contare su numerose "tutele".

Alla conferenza, dal titolo "ELTIF: un fondo alternativo armonizzato per gli investimenti a lungo termine. Opportunità per l'industria e tutele per gli investitori", hanno partecipato funzionari della Commissione europea, del Ministero dell'Economia e delle Finanze e delle autorità nazionali competenti che hanno anticipato molte delle norme contenute nel Regolamento, partendo dalla definizione degli ELTIF.

Gli ELTIF sono fondi comuni d'investimento: "alternativi", in quanto molte delle norme su questi strumenti sono strettamente connesse alla direttiva AIFM; "europei", in quanto fondi d'investimento armonizzati, autorizzati, registrati o aventi sede legale e/o amministrativa principale in uno Stato membro dell'Unione Europea, i cui capitali sono convogliati verso investimenti nell'economia europea (anche se il Regolamento prevede la possibilità di investire in progetti, imprese e infrastrutture di "paesi terzi", a patto che detti investimenti apportino capitale agli ELTIF e tornino quindi a vantaggio dell'economia reale); "a lungo termine", dal momento che il patrimonio di un ELTIF deve essere investito per almeno il 70% in attività illiquide che richiedono impegni e hanno un profilo economico a lungo termine; "che concorrono al finanziamento dell'economia reale", dove per attività reali si intendono attività che hanno un valore, data la loro natura e loro caratteristiche, e che possono offrire rendimenti, comprese le infrastrutture e le attività che danno luogo a un beneficio economico o sociale, come l'istruzione, la consulenza, la ricerca e lo sviluppo; "istituiti in forma chiusa", al fine di evitare rischi di illiquidità e di trasformazione delle scadenze, il Regolamento vieta, in linea di principio, agli investitori degli ELTIF di chiedere il rimborso delle quote o delle azioni detenute prima della fine del ciclo di vita dell'ELTIF. Tuttavia, al fine di incoraggiare gli investitori, in particolare quelli al dettaglio, che potrebbero non essere intenzionati a impiegare il loro capitale per un lungo periodo di tempo, il Regolamento riconosce all'ELTIF la possibilità di offrire ai propri investitori, nel rispetto di talune condizioni, diritti di rimborso anticipato.

Infine gli ELTIF sono fondi d'investimento alternativi gestiti solo da GEFIA (Gestori di fondi di investimento alternativi) UE autorizzati ai sensi della direttiva AIFM (e non anche da GEFIA non UE): l'ambito di applicazione delle norme sugli ELTIF è, infatti, più limitato rispetto alla AIFMD, volendo valorizzare la dimensione europea di tale nuovo prodotto d'investimento a lungo termine.

Gli ELTIF si presentano quindi oggi al mercato come uno strumento finanziario importantissimo per l'Unione Europea, dal momento che consentiranno di canalizzare su nuovi prodotti una domanda di investimento in prestiti e loans che oggi non è possibile inserire negli Ucits tradizionali. Mentre per i risparmiatori gli ELTIF si possono trasformare in una nuova asset class molto interessante che richiederà agli operatori uno sviluppo delle capacità di monitoraggio e di valutazione degli investimenti illiquidi, ma che potrà contare su i tipici pilastri solidi dell'industria del risparmio gestito: trasparenza, gestione attenta e consapevole dei potenziali conflitti di interesse, allineamento degli incentivi di lungo termine e, non da ultimo, la piena concorrenza di mercato anche transfrontaliera.